Alberoni

Alberoni è un’area situata non lontana dal Lido Venezia che si estende su delle Dune di sabbia con un lembo di spiaggia e pineta incontaminata di assoluta bellezza.

Storia Alberoni

I litorali dell’Alto Adriatico rappresentano il restante schieramento delle dune che delimitava fin dall’epoca romana l’esteso sistema di lagune che dal Delta del Po arriva alla Laguna di Venezia, per proseguire fino alle valli di Caorle e alle Lagune di Marano e Grado.

Il litorale è lungo circa due chilometri dai Murazzi alla Diga e delimita ad est il bacino della laguna di Venezia. Il nucleo dell’Oasi, pineta e sistema dunoso, non esisteva fino al 1800; il mare lambiva l’antico Forte Alberoni, oggi all’interno del campo da Golf. Nel 1872 con la conclusione della diga a Nord della bocca di Malamocco, si formò la spiaggia. In prossimità di questo imponente manufatto la corrente marina antioraria ha accumulato in qualche decennio enormi quantità di sabbia. Il vento, soprattutto la bora da nord-est, ha modellato il sistema di dune, tra i meglio conservati dell’Alto Adriatico, sul quale si è insediata la vegetazione tipica del litorale veneto.

Un’area ricca di flora incontaminata

La spiaggia, quasi un deserto in miniatura, è caratterizzata da condizioni difficili per le alte temperature, l’aridità del suolo sabbioso e per la salsedine dei venti marini. Qui sopravvivono alcune specie che si sono adattate a questo habitat. Sulle dune pioniere troviamo il ravastrello marittimo, la lappola italiana, la salsola, il finocchio spinoso e la gramigna delle spiagge (Elytrigia juncea), che forma le prime dune.

Ben visibile è lo sparto pungente (Ammophila littoralis), il cui nome significa “amante della sabbia”. Questa graminacea con densi cespi consolida le dune mobili, grazie a radici robuste e profonde in grado di assorbire acqua e di trattenere la sabbia. Nelle zone più riparate dal vento si osserva la medica di mare (Medicago marina), l’eringio marittimo e lo zigolo delle sabbie (Cyperus kalli), parente stretto del papiro.

Le “dune grigie” più vecchie e stabilizzate sono coperte da tappeti di muschio (Tortula ruralis) e da praterie steppiche con vedovella delle spiagge, fumana gialla e alcune specie rare tra cui il fiordaliso di Tommasini (Centaurea tommasinii), endemismo dell’Alto Adriatico, e l’apocino veneziano (Trachomitum venetum), entrambe a rischio di estinzione. All’interno dell’area boscata a prevalenza di pino domestico (Pinus pinea) e pino marittimo (Pinus pinaster), sono presenti dune con praterie aride e depressioni interdunali a falda superficiale.

Qui sono visibili le praterie umide con canna di Ravenna, giunco nero, giunco di Tommasini (Juncus littoralis), elleborine palustre (Epipactis palustris) e ginepro, anche in forma arborea. Nelle zone più ombreggiate si trovano alcune orchidee tra cui cefalantera rossa, cefalantera maggiore e la rara ofride fior d’ape (Ophrys apifera), In alcune aree umide si è diffuso il falasco delle caratteristiche foglie lunghe a taglienti.

Una ricca presenza di fauna selvatica agli Alberoni

L’ambiente arido della spiaggia presenta alcune interessanti presenze. Sotto le alghe o pezzi di legno si possono trovare tre insetti coleotteri in via di estinzione: Scaritus laevigatus, Paleria bimaculata e Xantomus pallidus. Ben visibili sull’arenile sono il fratino (Charadrius alexandrinus), che nidifica in mezzo alla sabbia, e il fraticello (Sterna albifrons), a caccia di pesciolini sul mare antistante. Durante le migrazioni si può avvistare anche la beccaccia di mare (Haematopus ostralegus).

Importante è anche la presenza del colorato gruccione (Meropos apiaster) che dall’Africa viene a nidificare in estate sulle alte dune. Due rapaci, lo sparviere e il gheppio, volteggiano nelle aree aperte. Nella pineta e nelle aree più interne nidificano due passeriformi, occhiocotto e zigolo nero, ma soprattutto il raro succiacapre (Caprimulgus europaeus), dalle abitudini crepuscolari, attivo dal tramonto o all’alba quando fa sentire il suo canto particolare o si mostra in volo assai simile a un falco.

Nelle aree boscate frequenti sono il rigogolo e il picchio rosso maggiore mentre saltuariamente sono presenti il picchio verde e l’upupa. Tra i rapaci notturni sono presenti il gufo comune e l’assiolo. Nelle aree con acqua dolce e nel fossato della Batteria Rocchetta (sistema difensivo della laguna veneta), si rinvengono specie più caratteristiche di zone umide quali il martin pescatore, la garzetta ed il tarabusino.

Per i rettili sulle dune sono presenti il biacco o “carbonasso” e la lucertola campestre, mentre nelle aree umide più interne tra gli anfibi la raganella e il rospo smeraldino, tipico dei litorali veneziani ma al Lido sempre più raro per la chiusura di fossi e canali.

Habitat delle Dune

L’area litoranea comprende un vasto sistema morfologico formato da due pioniere, dune mobili, dune consolidate coperte da praterie xeriche e zone umide retrodunali. Procedendo verso l’interno è presente un fronte esteso di dune mobili colonizzate da vistosi cespi di sparto pungente (Ammophila littoralis) fino alle alte dune consolidate da vegetazione xerica. A sud-ovest è presente una pineta, vasta area boscata, di circa trenta ettari, con pino domestico e pino marittimo, realizzata nel dopoguerra.

L’Oasi si estende verso il campo da Golf ed include l’area della Ottocentesca Batteria Rocchetta, circondata da un fossato, da boschetti a prevalenza di pioppo bianco. Significative sono inoltre le dune nell’area a nord degli stabilimenti balneari, con i loro 8/10 metri di altezza sono tra le più grandi nell’Alto Adriatico. A nord-ovest di queste, dietro lo storico murazzo Zendrini, prototipo delle difese a mare della Serenissima, si estende l’area “Valmarana”, importante corridoio ecologico tra mare e laguna, con una vegetazione tipica degli ambienti umidi salmastri.

Biodiversità

La Biodiversità, è la varietà delle forme di vita vegetali e animali presenti negli ecosistemi del pianeta Terra. La Biodiversità degli ecosistemi è riferita ai diversi ambienti in cui la vita è presente; la foresta, la barriera corallina, le aree umide, le praterie di alta montagna. La scomparsa di questi ambienti comporta il rischio di estinzione delle specie che vi abitano.

Le specie vegetali oltre ad essere l’unica fonte di ossigeno sul nostro Pianeta, hanno un ruolo fondamentale negli equilibri idrici e in quelli gassosi. La vita di tutte le specie sulla terra, compresa la specie umana, è infatti possibile grazie ai cosiddetti “servizi” forniti dagli ecosistemi. Servizi di fornitura: cibo, acqua, legno e fibre. Servizi di regolazione: stabilizzazione del clima, equilibrio idrogeologico, barriera alla diffusione di malattie, assorbimento di prodotti di rifiuto.

Proteggere, quindi, una piccola area come le Dune degli Alberoni o come la Laguna di Venezia non ha solo un valore locale ma coinvolge l’aspetto globale della conservazione della vita biologica sul pianeta Terra.