Arquà Petrarca

Il borgo del Petrarca

Il borgo di Arquà Petrarca conosciuto anche come “Borgo del Poeta” è situato nella Provincia di Padova ad un’altitudine di 80 metri. Nel 1868, all’originario “Arquà” è stato aggiunto il nome del poeta “Francesco Petrarca” che scelse di vivere gli ultimi anni della sua vita abbagliato dallo splendore e dal silenzio di detti luoghi. Il borgo, immerso tra i Colli Euganei, preserva la sua eterna bellezza medievale. Dai ritrovamenti archeologici di fine ‘800, si è rilevato che il paese ha origini antichissime risalenti all’età del bronzo.

Ai tempi dell’Imperatore Augusto è stato abitato dagli antichi Veneti. Le prime testimonianze del borgo risalenti al 985 evidenziano la presenza di un castrum (fortificazione) posto su un colle che oggi porta il nome di Monte Castello in memoria delle fortificazioni oggi non più esistenti. Nel ‘200, la località divenne feudo dei Marchesi d’Este e, successivamente, fu immessa nel percorso politico di Padova. Elevata dalla signoria Carrarese al rango di vicaria, la sua fortuna fu quella di alloggiare il Sommo Poeta Toscano. La divulgazione della presenza del Petrarca fu da monito per alcune famiglie aristocratiche Padovane e Veneziane (Contarini, Pisani, Capodivacca) per la costruzione di nobili abitazioni.

Arquà Petrarca

Verso il 1405, fu completato l’assetto urbanistico del borgo il quale conserva ancora oggi la sua immutata trasformazione. Con la caduta della Repubblica Veneta, Arquà Petrarca perse gradualmente la sua influenza. Solamente nel 1866, dopo l’annessione del Veneto all’Italia ottenne l’onorabilità di Comune. Probabilmente, il sommo poeta conobbe Arquà nel 1364, in occasione di alcune cure termali per curare la scabbia presso la città di Abano –  Nel 1369, Francesco il Vecchio, fece dono al Petrarca che, dal 1365 era divenuto canonico presso la collegiata di Monselice, di un pezzo di terreno dove il poeta iniziò ad erigere la sua abitazione. Il Petrarca visse ad Arquà dal 1370 al 1374 anno della sua morte. I suo resti sono conservati in un’arca di marmo rosso collocata al centro del paese sul sagrato della chiesa arcipretale di Santa Maria.

Il borgo è caratterizzato da rampe sinuose che portano dal paese basso a quello alto, case in pietra, vecchi lavatoi, abbeveratoi e dalla Fontana del Petrarca, così chiamata anche se fu costruita nel duecento. Si raggiunge al sagrato della chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta costruita dopo l’anno mille, ingrandita ed abbellita da un complesso pittorico Bizantino. All’interno, la tela raffigurante l’Ascensione di Palma il Giovane. Al centro del sagrato si erge l’arca in marmo rosso di Verona del 1380 che racchiude le spoglie del Petrarca. Nel borgo alto si trova Piazza Petrarca e il Palazzo Contarini costruito nel XV° secolo in stile Gotico Veneziano.

Percorrendo l’attigua via Roma si giunge a Villa Alessi, una dimora del 1330 restaurata nel 1789. Alla fine della salita si trova l’Oratorio della SS. Trinità con la Loggia dei Vicari che un tempo era decorata con gli stemmi gentilizi dei nobili padovani che amministrarono Arquà per conto della Serenissima. L’Oratorio, costruito con tetto a capanna, ospita una tela di Palma il Giovane (1626) e rimanenze di affreschi. La Colonna del Leone Veneto del 1612 immette in Via Valleselle dalla quale si raggiunge la Casa del Petrarca immersa nel verde e circondata dagli orti che lui stesso coltivava. La soggetta e gli affreschi ispirati alle opere del poeta furono aggiunti all’abitazione nel ‘500.

Nel mese di maggio ha luogo la tradizionale festa di arti antiche e mestieri medievali. Nel mese di ottobre invece, si celebra la festa della Giuggiola, una tradizione trentennale di spettacoli, musiche, danze e comparse per rivivere l’originalità e l’antica espressione di tradizioni svanite nel tempo. Nel borgo e nelle colline adiacenti si coltivano degli ulivi e si produce un olio che a novembre diventa il protagonista della Festa dell’Olio Novello.