Artigiani Veneti

 

Il Cuore del Veneto

Artigiani Veneti: Le prime tracce della lavorazione della ceramica in Veneto risalgono alla preistoria, infatti, nel museo archeologico di Adria si possono ammirare reperti risalenti al periodo Paleoveneto e Romano. La produzione di ceramica nel periodo della Serenissima si sviluppò a Treviso, Este, Vicenza e Bassano. Dalla metà del XVIII° secolo in poi, fiorirono un grande numero di laboratori. Le prime produzioni furono stoviglie e oggetti comunemente usati nel quotidiano ma, con il tempo, si arrivò anche alla fabbricazione di veri e propri oggetti d’arte. Nello stesso secolo, si iniziò anche la produzione della porcellana che prima veniva solo prodotta in Asia.

Le tecniche di produzione andavano dalle terrecotte semplici, alle ceramiche graffiate, alle maioliche a gran fuoco. Dopo il primo periodo di fiorente sviluppo economico, con la caduta della Repubblica Veneta, il settore entrò in crisi come quasi tutte le attività. La rinascita del settore si ha dopo la seconda guerra mondiale con un rifiorire di aziende e ed un aumento dell’occupazione. Le testimonianze della produzione artistica della ceramica veneta si possono ammirare al Museo Civico della Ceramica di Nove e al Museo della Ceramica a Bassano.

Artigiani veneti: il cuoio e la pelle

Sin dal XIII° secolo sono presenti nella zona della laguna veneta delle lavorazioni per la concia della pelle. A Bassano e a Vicenza si sviluppò nel corso degli anni una fiorente industria conciaria, agevolata dalla presenza di numerosi corsi d’acqua, la cui lavorazione ne richiedeva una enorme quantità. Il centro più importante per la concia del cuoio e delle pelli nasce ad Arzignano in Provincia di Vicenza, dove, sul finire del 1800, venne applicata una particolare tecnica che permettè di ottenere un prodotto finito migliore e, in minor tempo. La lavorazione della pelle e del cuoio si sviluppa principalmente nelle zone di Padova e della Riviera del Brenta. L’arte della calzatura nasce precisamente a Padova, nella zona di Ponte Molino e Piovego, la via d’acqua che portava a Venezia. Qui si contava un gran numero di botteghe di conciapelli e di calegheri, come venivano chiamati i fabbricanti di scarpe nel periodo della Repubblica. La rifinitura dei prodotti avveniva, così come per i tessuti, a Venezia, dove veniva confezionata un’oggettistica di lusso.

A Venezia si faceva una particolare raffinata lavorazione importata dall’oriente. Si trattava dei cuoi d’oro, che consisteva, nel trasferire una foglia d’oro sulla pelle debitamente trattata secondo un disegno prestabilito. La pelle veniva in seguito incisa, sbalzata o pirografata e intarsiata. L’esempio veneto più bello si trova a Treviso, presso la Cappella dei Rettori del Monte di Pietà, oggi della “Cassa di Risparmio della Marca Trevigiana”. Il centro della lavorazione della scarpa si spostò da Padova per trasferirsi poi lungo la Riviera del Brenta, dove, è ancora oggi concentrata. Le botteghe artigiane diventate oramai delle fabbriche più o meno grandi, producono dei modelli che vengono esportati in tutto il mondo e, sono il simbolo e l’orgoglio dell’eleganza italiana.

Artigiani veneti: il marmo

Artigiani Veneti: Venezia in natura è sprovvista di cave di marmo. Nel corso della sua storia né utilizzò una enorme quantità per abbellire ed impreziosire i suoi palazzi e le sue chiese. Il marmo utilizzato proveniva, quindi, dal Vicentino, dal Friuli, dall’Istria e dai Colli Euganei. La pietra d’Istria era facilmente lavorabile e veniva utilizzata per la costruzione di pinnacoli, doccioni, cornici di porte e finestre, vere da pozzo e trifore. I famosi “masegni”, utilizzati per la pavimentazione dei campi e di Piazza San Marco, erano ricavati dalla trachite proveniente dai Colli Euganei. Vari tipi di marmo pregiato provenivano da varie parti d’Italia e dall’oriente e servivano ad abbellire le dimore delle famiglie più ricche della città. Una delle lavorazioni più famose del Marmo a Venezia, è il terrazzo alla veneziana. Questa lavorazione si basa sulla posa di libere e casuali composizioni di scaglie di marmo. Si pensa sia una delle prime forme di lavorazione a mosaico.

Il terrazzo alla veneziana utilizza i ciottoli calcarei e i ciottoli di vari colori dei fiumi friulani: il Cellina, il Medusa e il Tagliamento. Essi venivano lavorati e posati da abili artigiani, detti “terrazzieri”, i quali, erano riuniti in una confraternita ed avevano come Santo protettore S. Floriano. Testimonianze di queste particolari abilità si possono ancora ammirare nei palazzi e nelle innumerevoli chiese e, in particolar modo, nella Basilica di San Marco.