Borgo Portobuffolè

Storia ed arte nel borgo più piccolo della Provincia di Treviso

Il borgo Portobuffolè è situato nella Provincia di Treviso. E’ rinomato per essere il più piccolo Comune della Marca Trevigiana oltre che una gemma di storia e arte nel quale si può osservare la casa di Gaia da Camino (poetessa e nobildonna Italiana). Prima della sua nascita, sulla sinistra del fiume Livenza, si trovava un villaggio di pescatori e agricoltori nato all’incirca verso il terzo secolo avanti Cristo e chiamato “Septimum de Liquentia”. Nel 997, probabilmente era un castello munito di cortina e sette torri chiamato “Portus Buvolendi”, la cui origine era “bova” canale.

Il Castello, dopo un possibile dominio dei Carraresi, passò al Vescovo di Ceneda Ripalto del Patriarcato di Aquileia. Nel 1307, Tolberto da Camino, marito della famosa Gaia, divenne signore della città. Nel 1339 il borgo passò alla Repubblica di Venezia vivendo un periodo di grande splendore ed ottenendo il titolo di Città, lo stemma gentilizio ed un podestà (alta carica civile nel governo delle città dell’Italia medievale centro-settentrionale).  Con la dominazione Francese avvenuta dal 1797, fu dotata di un Tribunale civile e criminale di prima istanza e la sua funzione giudiziale fu estesa anche alle zone adiacenti.

Con la pace di Campoformio, il Veneto passò all’Austria e per il borgo fu l’inizio del suo declino. Al paese vi si accede dal ponte che portava a Porta Trevisana distrutta nel 1918. Da qui si raggiunge Piazza Beccaro ed immediatamente dopo la Casa di Gaia da Camino, bellissima residenza del 1300 con porticato ad archi ogivali e bifore trilobate in facciata dove abitò fino alla morte la celebre e discussa nobildonna che la trasformò in una piccola reggia con affreschi al primo piano. In origine il Castello era composto da sette torri di cui oggi rimane solamente la Torre Comunale in laterizio con un’altezza di 28 metri del X° secolo.

Sull’orologio vi è ancora il buco attraverso il quale i condannati erano calati nelle sottostanti prigioni. Nelle vicinanze, il Monte di Pietà creato nel ‘500 dai Veneziani con i beni confiscati agli ebrei. Sopra la porta dell’edificio il “leone in mocca”. Il Leone di San Marco è presente in Piazza Maggiore nel nucleo monumentale del borgo dove si trovano i più significativi palazzi tra i quali il Fontego (nome con cui era chiamato l’ampio salone usato come deposito di cereali e sale) o Casa Comunale con ampia loggia ed eleganti finestre a sesto ovale.

Il Duomo, in origine una sinagoga ebraica, è stato iniziato a fine del XV° secolo e consacrato nel 1559. Ospita un crocifisso ligneo del ‘400 di scuola tedesca e un meraviglioso organo della casa Callido di Venezia con 472 canne di zinco e stagno. La Porta Friuli detta il “Toresin” in quanto eretta sui resti di una delle torri medievali con la presenza del Leone di San Marco che inneggia “diritti e doveri dell’uomo e del cittadino” segno evidente del passaggio della Rivoluzione Francese. Vicino il Ponte Friuli costruito nel 1780 in pietra cotta con due grandi arcate e sei eleganti poggioli.

Portobuffolè e le feste paesane

Non lontano dal borgo si trova la Chiesa di San Rocco con la “Madonna della Seggiola” una scultura lignea del 1524. Il primo fine settima di giugno ha luogo la Festa del XIII° secolo che ha come protagonista Gaia Da Camino; una festa che rievoca il medioevo tramite l’illuminazione con torce e la creazione di banchetti tipici preparati secondo le originali ricette medievali. Simulazioni con saltimbanchi, mangiafuoco, giochi d’arma e combattimenti.