Bragozzo Venezia

Storia del Bragozzo Venezia

Il bragozzo Venezia nasce come barca da utilizzare per la pesca e per il trasporto delle merci dalle isole del Quarnaro. Esse navigavano sia all’interno della laguna sia al largo della costa. La diffusione del bragozzo avviene nel XVIII sec., quando, i pescatori chioggiotti la sostituirono per motivi di economicità alla tartana. Lo scafo raggiungeva anche i 12 metri. A seconda della sua lunghezza montava uno o due alberi. Queste barche uscivano in coppia, navigando parallelamente trascinando una rete a strascico denominata “tartana” o “cocchia”. La barca era rotondeggiante con una prua alta e rigonfia mentre la poppa era tozza e rientrante. Era dotato di fondo piatto con due alberi muniti di vele. Caratteristica di queste barche a fondo piatto era il timone, esso si presentava molto largo con la possibilità di sollevarlo nei fondali bassi. Nelle barche a fondo piatto come il bragozzo il timone dava stabilità quindi era rinforzato da trasversali in ferro.

Vela al terzo

La vela detta al “terzo” del bragozzo Venezia veniva abbellita con dei disegni dipinti di inspirazione religiosa, marinara o astronomica, dai colori ocra nero e mattone. La colorazione serviva per rendere la vela più resistente e visibile da lontano. Oggigiorno si possono ancora ammirare dette imbarcazioni che navigano per la laguna di Venezia a scopo turistico oppure possedute da veneziani che le utilizzano per il tempo libero o per addentrarsi all’interno dei piccoli canali in quanto sarebbe impossibile accedervi con altre barche. Tuttavia, la loro bellezza e fattezza con la tipica colorazione è rimasta immutata nel tempo.