Cà Dario Venezia

Palazzo dei misteri

Il Palazzo Cà Dario Venezia è considerato uno dei più belli palazzi che si affacciano sul Canal Grande e, su cui pende, fin dai tempi più antichi, un’agghiacciante maledizione: gli incauti proprietari rischiano di finire sul lastrico o di morire di morte violenta.

Il palazzo ha moltissimi marmi policromi che ne decorano la facciata in stile rinascimentale. In seguito ad un assestamento statico la facciata del palazzo è visibilmente inclinata verso sinistra il che gli conferisce un aspetto un pò inquietante. Per la sua bellezza venne scelto come soggetto da Claude Monet per una serie di dipinti e colpì l’interesse di John Ruskin che ne descrisse le decorazioni nel suo famosissimo “Le pietre di Venezia”

La maledizione di Cà Dario Venezia

L’edificio fu costruito nel 1479 da Pietro Lombardo per conto del proprietario Giovanni Dario, segretario del Senato della Repubblica di Venezia. Sua figlia, Marietta, sposò Vincenzo Barbaro e il palazzo rimase nelle mani della famiglia Barbaro fino al XIX sec. Le disgrazie cominciarono subito però: Giovanni Dario perse in brevissimo tempo la sua influenza politica e da lì a breve il generò subì un terribile tracollo finanziario. Marietta morì in seguito alla caduta in disgrazia della famiglia, c’è chi dice di crepacuore chi suicida, e il padre e il marito la seguirono a ruota.

Ca’ Dario venne venduto dalla famiglia Barbaro agli inizi del XIX sec ad un ricco commerciante di diamanti armeno, Arbit Abdoll, che, per non venir meno alla maledizione, subito dopo l’incauto acquisto fece bancarotta e morì in disgrazia.

Rawdon Brown, lo scienziato inglese che divenne proprietario del palazzo nel 1832 finì sul lastrico nel 1842 e da lì a poco si suicidò, come pure il suo amante.

Tra la fine dell’800 e i primi del ‘900 ebbero la disgraziata idea di venire in possesso di questo palazzo maledetto Charles Briggs, che fu costretto a fuggire da Venezia perchè accusato di omosessualità (allora era un reato) e Henry De Reigner, che si ammalò gravemente 2 anni dopo l’acquisto e fu costretto a tornare in Francia.

Nel ‘900, la maledizione non finisce qui naturalmente e prosegue fino ai giorni nostri. Non solo i proprietari vi muoiono ammazzati o suicidi al suo interno: a chiunque lo acquista sembra succedere qualcosa di brutto dovunque si trovi.

Alla fine degli anni ‘70 un atroce delitto si compì tra le pareti di Ca’ Dario: Giordano delle Lanze venne ucciso dal suo amante proprio in una stanza del palazzo.
Christoph Lambert, manager degli Who, subito dopo aver comprato il Palazzo morì a Londra in circostanze misteriose.

Mario del Monaco, un famoso tenore, per poco non morì in un terribile incidente stradale mentre stava recandosi a Venezia per concludere la compravendita del Palazzo che per sua fortuna non acquistò.

Fabrizio Ferrari, un uomo d’affari veneziano, non morì di morte violenta ma perse quasi subito tutto il suo ingente patrimonio subito dopo essersi insediato a Ca’ Dario.

Il famoso industriale Raoul Gardini, coinvolto nello scandalo di Tangentopoli, nonchè uno degli ultimi proprietari del palazzo veneziano, morì suicida.

Anche Woody Allen all’inizio del 2000 voleva acquistarlo ma vi rinunciò.

L’odierna nomea del palazzo “la casa che uccide”.