Colli Euganei

Ricca vegetazione, monasteri e abbazie

I Colli Euganei, situati a pochi chilometri da Padova nel cuore della pianura Padano-Veneta, sono un gruppo di colline di origine vulcanica. Dal 1989 sono stati decretati il primo Parco Regionale del Veneto con il comprensorio di quindici comuni avente un’estensione di 18.694 ettari. La macchia mediterranea dei colli Euganei è costituita da una fitta vegetazione di piante a basso fusto come il “leccio, il corbezzolo, l’erica arborea, il cisto, il terebinto, la ginestra, l’asparago pungente e il fico d’india nano”.

Il bosco di castagno accresce sul terreno siliceo dei versanti vulcanici verso nord. Il sottobosco è rappresentato da numerose specie erbacee a fioritura precoce come il “bucaneve, l’elleboro, il narciso e i rari giglio martagone e giglio di San Giovanni”. Il Bosco di querce termofile copre parte dei versanti esposti a sud. Il querceto è aperto e luminoso e si presenta come una boscaglia mista dove alla roverella si affiancano l’albero di giuda, il bagolaro, il ciavardello e lo scotano, mentre il soffice sottobosco è ricco di “humus” (componente chimico del terreno derivato da un processo di decomposizione e rielaborazione della materia organica) e racchiude il biancospino, l’erica, il ginepro e il ligustro.

La fauna dei Colli Euganei

La fauna oggi presente è composta da piccoli mammiferi, rettili, anfibi ed uccelli nonché cinghiali (introdotti illegalmente) che nel corso degli anni sono aumentati a danno delle coltivazioni circostanti. Il Monte Venda con i suoi 601 metri s.l.m. è la zona più elevata. E’ di facile riconoscimento in quanto sito di installazione di ripetitori radio e Tv. I Colli Euganei sono altresì famosi per la loro rinomata coltivazione e produzione di vino e di vari prodotti gastronomici.

Molti sono gli eremi, le abbazie e i monasteri che decorano le cime boscate e le campagne più fertili dei Colli Euganei. Tra i più importanti: il Monte della Madonna che sorge sulla sommità del monte con annesso un piccolo monastero che risale al 1253. Nel versante meridionale l’incantevole oratorio di Sant’Antonio Abate abitato tra l’VIII° e il IX° secolo da Santa Felicita, eremita e mistica i cui resti sono conservati nella chiesa di Santa Giustina a Padova. Il “covolo” denominazione locale di una grotta insediata all’interno, è caratterizzata dai resti di fondamenta di un monastero di epoca medioevale.