Cortigiane a Venezia

Lussuria

Venezia al tempo della Serenissima era conosciuta come la città più libertina del mondo. Il clima godereccio che si respirava durante le innumerevoli feste che si celebravano durante l’anno catturava la fantasia di tutti coloro che erano costretti a vivere le imposizioni moraliste dei loro governi. Molti erano i turisti che arrivavano in città con l’intento di trascorrere una vacanza all’insegna del divertimento e della lussuria.

La Cortigiana più famosa

E’ rimasta nella storia Veronica Franco la più famosa cortigiana veneziana che nel XVI° secolo fu presentata al futuro re di Francia Enrico III°. Si narra, addirittura, che la colta e ricca signora, fu portata in un vassoio d’argento completamente nuda al cospetto dell’erede al trono il quale rimase completamente folgorato da tanta bellezza ed eleganza.

Veronica Franco nacque a Venezia nel 1546 circa, da una ricca famiglia. Fu data in matrimonio molto giovane a un medico. Sembra che la madre stessa facesse da matrona (termine usato per distinguere colei che gestiva il lavoro delle cortigiane). Veronica rimane la più famosa delle cortigiane a venezia per la sua capacità di intrattenere relazioni con i massimi esponenti del potere politico ed economico della città. Oltre che per queste abilità ella rimane alla storia per la sua cultura, infatti, scriveva poesie e amava l’arte.

Nella sua casa riceveva poeti e letterati dove molto spesso venivano dati dei concerti eseguiti dai più famosi musicisti dell’epoca. Il Tintoretto, le fece addirittura un ritratto. Tale era la sua fama che era conosciuta anche all’estero. Ad un certo punto della sua vita decise di abbandonare la professione per fondare la “Casa del soccorso” situata ai Carmini. In questa casa venivano accolte tutte le cortigiane che volevano smettere di fare il mestiere, oppure, non erano più in grado di farlo. In un certo modo cercava di introdurle alla vita normale. La splendida e colta Veronica, morì nel 1591 all’età di 45 anni.

L’antico mestiere delle Cortigiane a Venezia

L’antico mestiere della cortigiana era tollerato dalla Serenissima (nel 1500 in un documento della Serenissima ne vengono censite 12.000) e, molto spesso, anche sostenuto, in considerazione dell’enorme afflusso di uomini d’affari o semplicemente turisti che affollavano tutto l’anno la città. Durante un certo periodo comparve anche una specie di guida dove venivano elencati i luoghi e i prezzi delle prestazioni. Dovevano però attenersi a delle regole ferree come non frequentare osterie e non girare di sabato. Un editto del 1360, le obbligò a vivere a San Matteo di Rialto in un gruppo di case chiamate Castelletto nella cui area potevano passeggiare ma non uscire – e dopo una certa ora dovevano rimanere in casa; se trasgredivano, dovevano pagare una multa e con l’aggiunta di dieci frustate.

Le cortigiane a Venezia più facoltose riuscivano però a ignorare questa imposizione e andavano ad abitare anche in altre aree della città a volte, addirittura, riuscivano ad acquistare dei veri palazzi dove conducevano una vita sfarzosa tra feste e divertimenti. Ricevevano uomini facoltosi dai quali erano protette e rispettate. Lo spirito del commerciante, tipico dell’uomo veneziano di quell’epoca si rispecchiava nello stile di vita di queste donne.