Delta Del Po

Parco Regionale

Il Parco Regionale Delta del Po, ha una superficie di 12.000 ettari ricompresi su nove comuni della Provincia di Rovigo: Ariano nel Polesine, Adria, Corbola, Taglio di Po, Porto Viro, Porto Tolle, Loreo, Rosolina, Papozze.

Le zone umide del Delta oltre ad essere inserite nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dall’Unesco, rientrano anche in altre classificazioni nazionali ed internazionali di aree protette relativa alle “zone umide” di importanza soprattutto come habitat per gli uccelli acquatici.

Anticamente, il Po si divideva in più rami già a molte decine di chilometri prima della foce e i fiumi mutavano frequentemente i loro tracciati. I rami principali del Po erano il Padoa che passava per Ostellato e quello passante per Adria. Nel 1604, i veneziani, temendo che i sedimenti portati dal Po provocassero l’interramento alle bocche della loro laguna, deviarono il tratto terminale del Po Grande verso la costa ferrarese.

Con questa opera denominata “Taglio di Porto Viro”, iniziò la formazione del delta moderno. Sul finire del 1800, iniziò il grande ed importante periodo della bonifica che comportò il prosciugamento di vaste aree paludose con lo scopo di rendere coltivabili molti terreni. Dopo i primi problemi di dissalatura dei terreni, si sono ottenute campagne molto fertili adatte a vari tipi di colture come grano, mais, erba medica e barbabietola da zucchero.

Con la riforma agraria iniziata nel 1950, si intervenne in modo massiccio per colonizzare la zona bonificata provvedendo anche a dotarla di strade e acqua potabile ed edificando quasi seimila case rurali. Altro intervento umano, particolarmente devastante per il territorio, ebbe luogo nel periodo tra gli anni ’30 e ’60 che, a causa di una sconsiderata estrazione di acqua metanifera dal sottosuolo, accelerò il naturale abbassamento dei terreni chiamato “subsidenza”. La subsidenza naturale è provocata dal costipamento dei sedimenti incoerenti (limo, argilla e torbe) causato dal peso di quelli sovrastanti. Fenomeni di subsidenza artificiale sono da attribuire anche all’intervento dell’uomo mediante l’estrazione di sostanze fluide o solide dal sottosuolo come l’acqua dai pozzi artesiani, il metano ed il prosciugamento (bonifica) di valli e terreni paludosi.

La Flora al Delta del Po

Nell’area natura, storia, tradizione, cultura ed arte si intrecciano, offrendo al visitatore un paesaggio inedito e sorprendente. Nel Delta si distinguono vari ambienti, ognuno con caratteristiche peculiari: la campagna con i paleoalvei, le dune fossili, gli argini, le golene, le valli da pesca, le lagune o sacche e gli scanni.

La Fauna

La zona ospita comunità animali di grande importanza naturalistica. Gli anfibi e i rettili rappresentano una quota considerevole della biomassa di tali habitat come la Rana agile, verde e dalmatica, Rospo comune e smeraldino, Raganelle, Tritoni, Testuggini e Bisce d’acqua. Tra i mammiferi troviamo il Tasso, la Donnola, la Faina, la Volpe e la Lepre. Tra i micromammiferi il Riccio e la Talpa. Tra i roditori, l’Arvicola d’acqua, il Topo selvatico e il Toporagno comune; anche la Nutria, sebbene originaria del sud america, è diffusa su tutto il Delta.

Con oltre 350 specie nidificanti, migratori e svernanti di importanza nazionale o internazionale presenti sul Delta del Po, gli uccelli sono sicuramente la componente faunistica di maggiore pregio come: l’Avocetta, il Cavaliere d’Italia, la Garzetta, l’Airone cenerino il bianco ed il rosso, il Cormorano, lo Svasso, la Volpoca, il Germano reale, il Fischione, il Falco di palude e molti altri.

La fauna ittica di acqua dolce è quella che ha subito le maggiori trasformazioni a causa delle introduzioni di specie esotiche. Fra le specie di più antica introduzione vi è la Carpa, il Carassio, il Pesce gatto, il Persico sole, il Lucioperca, la Tinca, il Siluro, lo Storione cobice ed il Luccio.

Importanti sono anche le specie alofile (flora e fauna legate agli ambienti prevalentemente salmastri) che vivono nelle lagune e valli del Delta. Le valli costiere, il cui regime idrico è regolato artificialmente, sono luoghi ideali per praticare l’itticoltura delle specie migratorie, durante il loro passaggio dal mare all’entroterra.

Nella zona vi sono molteplici allevamenti di spigole (o branzini), sogliole, cefali, orate, passere e zatterini e l’anguilla, catturata con il singolare strumento chiamato lavoriero.

Tra gli invertebrati particolare importanza ricoprono i molluschi e i crostacei. Tra le specie più diffuse troviamo l’ostrica, la vongola, i mitili, i cannolicchi, granchi e la canocchia.

Escursioni al Parco Regionale

Si possono effettuare diversi tipi di escursioni: visita ai casoni di canna dei pescatori immersi in uno splendido ambiente incontaminato; la golena di Cà Pisani per gli appassionati di bird-watching; Mesola per la visita al Castello o a San Basilio per la visita al Centro turistico Culturale e la Chiesetta oppure, a bordo di piccole imbarcazioni ci si può inoltrare nelle sperdute valli rievocando i sapori del passato.