Esanatoglia

Una popolazione con poco più di duemila persone

Esanatoglia, nato nel 1862 dalla combinazione tra Aesa e Anatolia, è un borgo medievale situato nell’entroterra marchigiano nella provincia di Macerata con una popolazione di poco più di duemila abitanti adagiato tra il Monte Gemmo e il Monte Corsegno.

La città fu governata dai Malcavalca fino al 1211, anno in cui subentrarono gli Ottoni di Matelica. Tre anni dopo, e per i successivi tre secoli, l’influente famiglia da Varano di Camerino dominò sulla città. Sotto i Varano la città di Santa Anatolia mantenne una certa autonomia: la divulgazione delle prime norme statutarie avvennero in data 1324. Esanatoglia rimase incolume da guerre e saccheggi per lungo tempo; solo nel 1443 fu conquistata con l’aiuto dei matelicesi da Francesco I Sforza. Nel1502, la fortificazione divenne di proprietà dello Stato Pontificio.

La Pieve di Santa Anatolia del 1180 abbellita dal suo campanile è situata nella parte più antica del borgo ed è adornata da un portale in pietra del trecento e da un’epigrafe latina del I secolo a.C. murata nel basamento del campanile e fa riferimento a un luogo chiamato Aesa che potrebbe essere un primitivo villaggio divenuto colonia romana in epoca augustea.

Le Fontane di San Martino, ancora oggi perfettamente funzionanti, rappresentano un singolare esempio di opera idraulica trecentesca.

Palazzo Varano conserva all’interno una tela raffigurante la cacciata dei diavoli da Arezzo e parate di cavalieri al piano nobile. All’interno della Chiesa di Santa Maria Maddalena si trova un dipinto raffigurante la Crocifissione e, sull’altare maggiore, due nature morte di origine fiamminga e una decorata Cantoria lignea. La Chiesa di Santa Maria di Montebianco ha un monumento per la processione e la devozione con la Vergine Maria con bambino e, nella Chiesa dei Cappuccini, un affresco con la Madonna del Latte.

Il Castello in passato era diviso da tre quartieri interni appartenenti alla prima cerchia di mura databile all’XI-XII secolo (la Pieve, di Mezzo e San Martino) e un esterno che facevano parte del secondo perimetro murario del XIV secolo (Sant’Andrea suddiviso nei borghi di Santa Caterina e San Rocco). La Rocca e le altre fortificazioni fungevano da difesa e l’unico accesso era mediante le quattro porte: Panicale, del Mercato, Portella e Sant’Andrea. La Porta del borgo appartenente al primo perimetro murario era incorporata nel nucleo di Sant’Andrea dove già nel XIV secolo vi era un notevole traffico commerciale.

La Torre di Sant’Andrea è impreziosita dai suoi campanili, da edifici medievali, dalla fornace del quattrocento, la Porta della Pieve con adiacente l’antica Cartiera, la prima conceria e il Teatro locale.

I prodotti tipici di Esanatoglia

Sotto il profilo culinare, tutta la vallata circostante è rigogliosa di preziosissimi funghi e tartufi da preparare e assaporare nei modi più svariati, i piatti tipici sono le cotiche o cotenna (pelle di maiale) con i fagioli da servire con del pane abbrustolito, il dolce “frostingo” a base di sangue di maiale, i dolci secchi con l’anice o con una cialda impastata con uova, farina e anice, meglio conosciuti come le “ciarle” oltre al buon Verdicchio di Matelica quale vino locale.