Fratta Polesine

Vicende connesse alla Carboneria

Il borgo medievale di Fratta Polesine è un piccolo centro situato nella Provincia di Rovigo conosciuto per le sue ville d’epoca, per le vicende legate alla Carboneria, ma in particolar modo per essere una località tra le più imponenti necropoli d’Europa dell’età del bronzo. Il comune sorge sulle sponde dell’antichissimo canale “Scortico”, le cui origini si presume risalgano a prima della nascita di Gesù Cristo, evidenze avvalorate da scoperte archeologiche di un insediamento datato tra il XII° e gli inizi dell’VIII° secolo a.C. attribuibile alla fase finale dell’età del Bronzo emerse in località Frattesina.

Nel 1054, si hanno i primi riscontri storici, era in cui il Vescovo di Adria, Benedetto I°, acquisiva il Feudo che comprendeva anche Fratta allora chiamata Villa Comeda – menzionata per la prima volta nel 1079 con il toponimo “Fracta” Fratta. Il Castello, costruito nel 1104, fu disputa per il suo possesso tra i Vescovi, i Veronesi e gli Estensi. Più volte distrutto e riedificato, passò in possesso dei “Pepoli” per scomparire definitivamente all’inizio del XIX° secolo. Fratta passò sotto la Repubblica Veneta nel 1395 e ne seguì le sorti fino alla pace di Campoformio nel 1797. Rimase sotto l’autorità austriaca fino al 1866, anno della terza guerra d’Indipendenza e prese parte al Risorgimento.

Fratta Polesine e la villa del Palladio

Villa Badoer detta “La Badoera” realizzata nel 1570 dal famoso architetto Andrea Palladio su commissione di Francesco Badoer, è una delle più importanti ville d’epoca decorata di Giallo Fiorentino. E’ costituita dall’edificio residenziale con monumentale pronao a frontone preceduto da una larga scalinata e ai lati, poste a semicerchio, vi sono le barchesse su colonnine. La villa è stata dichiarata monumento patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Il 21 febbraio presso la barchessa della villa è stato inaugurato il Museo Archeologico Nazionale. Attigua alla villa palladiana, si trova Villa Grimani Molin ora Avezzù-Pignatelli eretta dopo il 1564 in colore Giallo Fiorentino.

Villa Oroboni, costruita probabilmente all’inizio del ‘700 si distingue per uno sviluppo asimmetrico determinato dal mancato completamento della parte ad ovest. La villa è conosciuta per essere legata alle vicende della Carboneria (società segreta italiana fondata a Napoli su valori patriottici e liberali) dei primi dell’800 dove si compì la tragedia dei Carbonari della Fratta con l’arresto il 12/12/1818 del patriota carbonaro conte Antonio Fortunato Oroboni, compagno di prigionia di Silvio Pellico. Ambientazione di numerose riunioni carbonare fu anche Villa dei Villa-Cornoldi, di inizio ‘700.

Palazzo Dolfin Boniotti ora Manegium, casa padronale costruita intorno al XVI° secolo, donata dai proprietari al Gruppo Culturale “Il Manegium”. All’interno sono allestiti: il Museo Etnografico sulla civiltà del lavoro in Polesine; le mostre storico-documentaria sulla Carboneria Polesana e storico-documentaria su Giacomo Matteotti. Dalla parte opposta del canale vi è, in Via Ruga, la casa natale di Giacomo Matteotti, deputato socialista ucciso dai fascisti nel 1924.

La Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, costruita nel 1552 e terminata nel 1682 su disegno di Zuane Bellettato, si eregge sui resti di una chiesa già esistente nel 1123. Gli interni sono decorati da affreschi del settecento del Tiepolo di Francesco Zugno (pittore Italiano 1708-1787). L’ultima domenica di Carnevale ha luogo “Carnevalando tra le ville”, sfilata di carri allegorici, giochi e manifestazioni tra i monumenti e le ville del centro storico.

La settimana del 10 marzo, si tiene le Fiera dei SS. Quaranta Martiri, centenaria Fiera paesana con diverse manifestazioni culturali. Attraente è la manifestazione che si tiene ogni secondo fine settimana di Novembre con la Giornata della Carboneria “la Festa di San Martino nella Fratta del 1818”; una rievocazione storica con figuranti in costume, banchetto Carbonaro a Villa Grimani Molin, ora Avezzù Pignatelli, con menù d’epoca, drammatizzazione della cena e arresto dei patrioti.