Novara di Sicilia

Incantevoli paesaggi e scorci naturali

Novara di Sicilia è un borgo medievale abbellito da incantevoli paesaggi e scorci naturali situato nella provincia di Messina con una popolazione di poco più di mille abitanti. Il borgo è adagiato su un’incantevole vallata tra i monti Nebrodi e Peloritani con la Rocca del Leone e la Rocca Salvatesta con i suoi 1.340 metri di altitudine affacciata a Sud, e a Nord il Mar Tirreno. Il nome “Noa” di origine “sicana” significa “maggese” ossia la produzione di frumento che caratterizzò la colonizzazione greca. Con l’avvento dei Romani fu trasformato in Novalia (campo di grano) e per gli Arabi fu Nouah (giardino, orto, fiore), Nucaria e Nora nel medioevo fino all’attuale Novara.

Da un pezzo di carta ritrovato indicante la data del 23/06/1884, attesta il restauro della Matrice (Parrocchia di Santa Maria Assunta) e del completamento del Campanile del 1720 oltre alla trascrizione dello stemma oggi usato dal Comune con cui evidenziava la conformazione dello stesso: (albero di noce con sotto la scritta “Novara”, posto al centro delle seguenti iniziali: “V. N.”; il tutto all’interno di uno scudo sagomato, inserito in uno scudo accartocciato, sormontato dalla corona civica le cui iniziali stanno per “Universitas Novariae”). Lo stemma era il timbro ufficiale del Comune  e veniva apposto su un particolare documento dei viaggiatori residenti che dovevano recarsi in altre località durante le epidemie; questo fungeva da garanzia che dette persone erano immuni.

Novara di Sicilia è un insieme di piccole case accozzate, vicoli e viuzze sormontati da archi, decori alle facciate, suntuosi palazzi, chiese, strade in acciottolato stretto di pietra arenaria che ne danno la tipica impronta del paesino medievale.

Il castello Saraceno, oggi un ammasso di rovine, era adagiato su un burrone da cui si gode la maestosa vallata verso il mare con all’orizzonte le isole Eolie. Il Duomo, del XVI secolo, ha una facciata monumentale ed un’ampia scalinata; all’interno due navate con colonne monolitiche in pietra, l’abside è coronata da un coro ligneo del settecento e l’altare del Sacramento è in marmo decorato a smalto, il battistero con cupoletta in legno ed una bella statua dell’Assunta con un importante crocifisso in legno.

La Chiesa di San Francesco del XIII secolo con il suo tetto-soffitto realizzato in modo semplice e spartano; vicino alla chiesa si trova l’imponente Villa Salvo con lo stemma del casato, non lontano la Chiesa dell’Annunziata del XVII secolo a tre navate con colonne in pietra a sezione quadrata e all’interno un organo a canne del ‘700 oltre ad altre importanti opere.  La Chiesa di Sant’Ugo Abbate del XVII secolo preserva un reliquario ligneo, la giara di Sant’Ugo (vaso arabo), un crocifisso ligneo e un bel dipinto raffigurante l’Annunciazione del 1570, oltre alla Chiesa di San Nicolò del XVII secolo di recente restauro e, nella parte sottostante del borgo, le Chiese di San Giorgio Martire del settecento e Sant’Antonio Abate del cinquecento, ambedue a tre navate e con altri capolavori ben conservati all’interno.

Tra gli edifici pubblici segnaliamo il Palazzo Municipale (ex Oratorio di San Filippo Neri), il Palazzo Stancanelli e il Palazzo Salvo Risicato. La Casa Fontana del ‘700 circondato da uno sbarramento murario, il Teatro Comunale con facciata decorata con scorniciati in pietra e all’interno tre livelli di palchi a forma di anfiteatro.

Novara di Sicilia e i tipici formaggi

Anche il cibo gioca un ruolo importante nel borgo come il formaggio pecorino stagionato per otto mesi “maiorchino”, la ricotta infornata, le provole, i succulenti dolci, la pasta “ncasciada” condita con ragù di vitello e castrato, polpette sbriciolate, melanzane, uova e pan grattato; lempi e trori (lampi e tuoni), preparato con fagioli, cicerchia, granoturco, lenticchie e grano bolliti e conditi.