Ostuni

La città bianca

Il suggestivo borgo medievale di Ostuni, asserragliato su un colle, è situato in Puglia nella Provincia di Brindisi. E’ conosciuto anche con l’appellativo di “Città Bianca” per le sue case interamente imbiancate di calce bianca.

Numerose grotte sono state ritrovate quali naturali rifugi per le comunità appartenenti all’era paleolitica tra cui lo scheletro della “donna di Ostuni” di circa venti anni incinta, oltre a ritrovamenti dell’era neolitica e reperti risalenti all’età del bronzo.

L’antica popolazione italica dei Messapi fondarono il primo nucleo cittadino nel VII secolo a.C. in una cima del colle protetto da pareti molto ripide che fungevano anche da riparo ad eventuali attacchi, oltre alla costruzione di opere stradali. Successivamente nel III secolo a.C., i Romani lo conquistarono di cui ne rimangono tracce in alcune masserie edificate sulle fondazioni delle ville romane. Con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, Ostrogoti, Longobardi, Saraceni e Bizantini si insediarono a loro volta lasciando evidenti tracce dei loro passaggi.

Nuove fortificazioni furono edificate nel borgo per mano degli Angioini che contestualmente iniziarono i primi traffici commerciali con la creazione del Porto di Villanova (parte costiera del paese).

Gli Aragonesi crearono quattro porte per l’accesso al borgo di cui oggi solo Porta Nova del XII secolo è ancora in essere rifatta nel XV secolo e Porta San Domenico del XIII secolo, nonché tredici torri.

Con il dominio spagnolo del 1506, Ostuni cominciò a vivere un periodo di fastosità tramite la concessione da parte dei Duchi di particolari favori. Le mura furono ulteriormente rafforzate ed edificate la Torre Pozzella (oggi non più esistente) e la Torre San Leonardo.

Il declino per Ostuni iniziò nel XVII secolo quando per i debiti contratti per la guerra dei trent’anni (conflitti europei dal al 1618 al 1648), Filippo IV d’Asburgo la vendette alla famiglia Zevallos, dei mercanti che la impoverirono. Oltretutto, la peste cominciò ad imperversare anche se non colpì il direttamente il borgo in quanto la calce bianca usata per dipingere le case risultò un ottimo ed efficace disinfettante naturale. Con l’avvento dei Borboni, la città cominciò lentamente a rifiorire.

I monumenti storici di Ostuni

Molteplici sono i monumenti sacri come la Concattedrale di Ostuni del 1435 con facciata di tarde forme gotiche e un interno ricco di storia con un Archivio capitolare con oltre duecento pergamene dal 1137. Il Monastero settecentesco delle Carmelitane con altari barocchi e preziose tele. La Chiesa di San Giacomo di Compostela o dei Santi Cosma e Damiano del 1423. La Chiesa di San Francesco d’Assisi con fondazione risalente al medioevo e facciata del 1882 con all’interno un dipinto di Mosè che spezza le tavole della legge oltre a delle belle statue lignee. La Chiesa dello Spirito Santo del 1637 con portale del rinascimento, bassorilievi del XV secolo e con significativi dipinti all’interno. La Chiesa dei Cappuccini o Santa Maria degli Angeli del 1585 con all’interno una tela napoletana del ‘600. La Chiesa dell’Annunziata del 1196 in stile barocco. La Chiesa di Santa Maria la Nova del 1561 con portale ogivale, un occhio e coronamento ad archetti creata all’entrata di una grotta naturale ed importanti affreschi all’interno. Il Santuario di Sant’Oronzo della seconda metà del ‘600. La Chiesa di san Biagio in Rialbo del XII secolo con tracce di affreschi bizantini.

La bellezza dei palazzi barocchi che impreziosiscono le strette viuzze del paese, rendono Ostuni ancora più affascinante come il Palazzo Ducale Zevallos; il Palazzo Siccoda del 1575; il Palazzo Vescovile e del Vecchio Seminario collegati dall’arco Scoppa; i palazzi delle famiglia Aurisicchio, degli Ayroldi, dei Bisantizzi, dei Falghieri, dei Ghionda, dei Giovine, degli Jurleo, dei Palmieri, dei Petrarolo, dei Siccoda, degli Urselli e degli Zaccaria.

Il monumento per eccellenza del borgo è la Guglia di Sant’Oronzo del 1771 con un’altezza di oltre venti metri e le statue a mezz’altezza dei Santi Biagio, Irene, Gaetano e Lucia che esaltano la decorazione in stile barocco.

La zona è cosparsa di Masserie più o meno importanti come: la Masseria Santa Caterina con torre ottagonale risalente al XVI-XIX secolo, la Masseria Lo Spagnulo del 1680 anch’essa fortificata e con all’interno una preziosa scalinata del settecento e torre di avvistamento medievale, la Masseria Carestia risalente tra il 1754 e il 1777 con apprezzabili decorazioni e la Masseria Ottava con torre fortificata del XVI secolo e annessa chiesa medievale del XIV secolo e prestigioso portale con decorazioni.

Parecchi sono i festeggiamenti che hanno luogo in agosto: la Cavalcata di Sant’Oronzo dedicata all’omonimo protettore con una sfilata di cavalli e cavalieri agghindati con costumi medievali; la Sagra dei Vecchi Tempi che propone degustazioni tipiche locali e artigiani che presentano mestieri del passato; il Festival di Marinando con rassegna di teatro e video che ha come oggetto il mare e la pesca e la Settimana dei Bambini del Mediterraneo quale evento educativo.

Buonissimi vini e una succulenta cucina

La zona è di rilevante importanza anche per il comparto agricolo con importanti vitigni che producono i celeberrimi vini Malavasia nera di Brindisi, il Sangiovese, Il Negroamaro e l’Ottavianello oltre agli ulivi secolari per la produzione dell’olio extra vergine di oliva, coltivazioni di ortaggi, ciliegio e mandorlo e alla succulenta cucina con piatti tipici come le orecchiette, il purè di fave, i cavatelli ai frutti di mare, gli involtini al sugo e fegatini d’agnello.