Padova

Opere d’arte di ineguagliabile bellezza

Padova, probabilmente fondata nel 1184 a.C. e conosciuta con il nome romano di “Patavium”, è una delle maggiori città del Veneto, centro nevralgico tra le città di Venezia e Vicenza, è facilmente raggiungibile sia dai vari collegamenti autostradali, ferroviari e aeroportuali. Padova, per la Basilica di Sant’Antonio, è conosciuta a livello mondiale grazie al famoso francescano Portoghese del 1195 e vissuto per qualche anno e morto nella città veneta dove le spoglie sono tutt’ora quasi integralmente custodite nella Basilica del Santo.

Storia di Padova

La stessa Basilica, è meta di continui pellegrinaggi di turisti da tutto il mondo che invocano preghiere di devozione al Santo. La Cappella degli Scrovegni, costruita ed affrescata da Giotto tra il 1303 e l’inizio del 1305. Al suo interno, rappresentazioni con finti quadri marmorei dei “Vizi e Virtù”, storie della Vergine, San Gioacchino, Sant’Anna e il Giudizio universale. Nella cappella, vi è tutt’ora conservato un imponente “Madonna con Bambino e Angeli”.

La Cappella, nel 1880, fu acquisita dalla municipalità e regolarmente risanata. La città è circondata da numerosi corsi d’acqua derivanti dai fiumi Bacchiglione e Brenta. Una vita culturale di primissima importanza è dettata dalla tradizione di importanti celebrità come: Pietro d’Abano, medico filosofo e scienziato; Francesco Petrarca, poeta; Lovato Lovati, giudice, notaio e poeta Padovano e Galileo Galilei, fisico e matematico.

Cappella Degli Scrovegni

Numerosi sono gli artisti che l’hanno impreziosita e fatta conoscere a livello mondiale. Affreschi realizzati nel ‘300 da Giotto nella Cappella degli Scrovegni a quelli di Giusto dà Menabuoi che decorano le pareti del Duomo e del Battistero. Capolavori realizzati da Donatello e Tiziano nella Basilica del Santo fino agli ornamenti pittorici del Mantenga nella Cappella Ovetari agli Eremitani.

Altri artisti che con il loro apporto ne hanno aumentato la popolarità sono: Guariento di Arpo, pittore Italiano dal 1338 al 1370; Altichiero da Zevio, pittore Italiano con notizie a Padova dal 1369 al 1384; Girolamo di Romano, detto il Romanino, pittore Italiano trasferitosi a Padova nell’aprile del 1513; Paolo Veronese, al secolo Paolo Caliari, pittore Italiano del Rinascimento a Padova nel 1556; Gregorio Ricci Curbastro, laureatosi a Padova in scienze fisiche e matematiche e Professore straordinario di matematica nel 1880 nella medesima università Patavina.

L’Università tra le più antiche al mondo

La prestigiosa Università di Padova, seconda in Italia, è fra le più antiche al mondo le cui origini risalgono al 1222. La città è un importante centro economico ed ha uno dei più importanti centri di trasporti intermodali e fluviale di tutta Europa. Il suo grande interporto è tra i maggiori del nord e del centro Italia.

Il Palazzo della Ragione, oggi sede municipale della città, fu l’antica sede dei tribunali. La sua costruzione risale al 1218 con modifiche nel 1306 a cura di Giovanni degli Eremitani, il quale gli fornì una copertura con la conformazione di carena di nave rovesciata. All’interno affreschi del Giotto distrutti nel 1420 ed affreschi con soggetto astrologico. Nella sala vi è un gigantesco cavallo ligneo e due sfingi egiziane arrivate nell’800; il tutto a valorizzare l’indissolubile congiunzione tra Padova e la scienza.

Sotto il Salone, sede dei mercati padovani, lungo due gallerie parallele, trovano posto numerose e caratteristiche botteghe di generi alimentari. Piazza delle Erbe con Piazza della Frutta, sono le due piazze su cui si prospetta ciascuna delle due facciate del Palazzo della Ragione. Un ricco mercato ortofrutticolo si svolge giornalmente mentre, alla sera, è un ritrovo gremito di persone che danno vita con i loro colori ed espressioni al tipico “spritz” veneto.

Piazza dei Signori, anch’essa adiacente alle due summenzionate piazze, è la piazza su cui si prospettava la Reggia Carrarese, la cui porta originale è stata rimpiazzata nell’400 dall’attuale Torre dell’Orologio. Prato della Valle, di forma elittica, è la più grande piazza della città e d’Italia e una delle più grandi d’Europa con una superficie di 88.620 mq. Nella piazza sono rappresentate 78 statue (40 lunghe l’anello esterno e 38 lungo quello interno). Vi sono raffigurati dei dogi veneziani distrutti dall’esercito napoleonico nel 1797. Successivamente, ci fu un riposizionamento di una parte di loro.

Di importanza rilevante risulta essere il Museo Archeologico, Museo d’Arte Medioevale e Moderna, Museo di Arte Applicate e Museo Bottacin, Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea. Da non tralasciare l’arte culinaria della città consistente nella nota “Gallina Padovana” che, secondo la tradizione, l’Astronomo e Filosofo “Giovanni Dondi dell’Orologio” in Polonia all’incirca verso il ‘300, vise una particolare qualità di galline e, innamoratosi, ne portò alcune nella città Patavina.