Sperlinga

Novecento abitanti

Il borgo medievale di Sperlinga ha una popolazione di appena novecento abitanti ed è situato tra i monti Nebrodi e le Madonie in provincia di Enna nel cuore dell’affascinante Sicilia.

Molteplici sono state le famiglie e i feudi che hanno conquistato la città costruita come borgo feudale ai piedi del castello medievale espandendosi dal 1957 in poi grazie e Re Filippo II e al principe Giovanni Forti Natoli che diede la concessione per la realizzazione di: “Contrada Rossa, Cicera, Perciata, Grotta Vecchia e Balzo”. L’interno del centro abitato è accavallato da vecchie ma pittoresche stradine, dove nel mese di agosto di ogni anno (il quattordici) i rioni del paese rappresentati da una dama si sfidano in vari giochi con corteo in costumi d’epoca, eventi storici, spettacoli pirotecnici, canti e balli nonché, qualche giorno più tardi (il sedici), viene celebrata la “Sagra del Tortone” (degustazione di cibi locali).

Il castello risale ai Siculi pre-greci del XII-VIII secolo a.C. con la sua famosa scritta scolpita sull’arco a sesto acuto nell’androne “QUOD SICULIS PLACUIT SOLA SPERLINGA NEGAVIT”,  legata alle vicende dei Vespri Siciliani del 1282, è arroccato sulla rupe e parzialmente scavato nella roccia intorno al 1000. Fu sede della baronia dei Ventimiglia (famiglia siculo-normanna di origine ligure potente e influente nella storia culturale, politica ed economica della Sicilia) fino al 1957, successivamente dei principi Sperlinga Forti Natoli dal 1597 al 1658, del Duca Oneto dal 1658 al 1861, per poi essere concesso in enfiteusi (diritto di un godimento su proprietà altrui) al Barone Nunzio Nicosia i quali eredi lo regalarono al Comune di Sperlinga nel 1973.

Il fianco del castello è abbellito da una cinquantina di grotte artificiali scavate nella roccia arenaria dall’uomo che sono collegate a piccole strade e scalini ricavati dalla roccia le quali hanno ancora i segni tangibili delle umili abitazioni del passato.

Nel borgo vi sono numerosi palazzi di interesse storico come la Chiesa della Mercede adagiata ai piedi del castello con all’interno un crocifisso ligneo; la Chiesa Madrea del 1597 con un’unica navata e la Chiesa di S. Anna della seconda metà del ‘600 adiacente al convento degli Agostiniani che custodisce un crocifisso ligneo della scuola di Frate Umile da Petralia.

Oltre che per la sua storia e bellezza, è ben nota anche per le produzioni artigianali delle “frazzate”, colorati tappeti tessuti a mano su antichi telai in legno oltre che alla lavorazione della canna, il salice e l’olivastro utilizzato per la realizzazione di ceste, il giunco per le fiscelle (recipiente per ricotta e formaggi) e la ferula per i “furrizzi” (sgabelli rurali).

I piatti di Sperlinga

Per il palato invece, ottimi sono i formaggi come il caciocavallo, il piacentino e la ricotta fresca quale componente essenziale per il tipico dolce natalizio “la cassata”. La frasca tela è a base di polenta di farina di grano duro o di cicerchia con lardo e broccoletti. Il tortone è un dolce realizzato con la pasta del pane fritta in olio ed una spolverata di zucchero misto a cannella.