Storia del Merletto di Burano

Produzione da epoca romana

Dalle testimonianze storiche si è certi che già nel periodo romano esisteva una fiorente produzione di tessuti a Padova. Durante il medio evo il primato della produzione spettava a Verona, mentre Padova era specializzata nella produzione del lino e del cotone. Nel XIV° sec. veniva introdotto il telaio orizzontale che permetteva di ottenere dei filati più soffici e stoffe con motivi geometrici. I tessuti prodotti o rifiniti a Venezia come: velluti, damaschi e broccati, erano destinati principalmente al mercato del lusso e venivano esportati in tutta Europa fino a raggiungere i mercati di Damasco e Costantinopoli.

Storia del Merletto di Burano

Una delle produzioni più famose era, però, quella del merletto. Fin dal 1400, sede principale di questa produzione, è l’isola di Burano e Chioggia. Il merletto veniva applicato negli abiti, nelle tovaglie, nelle lenzuola e nei paramenti sacri. La moda fino al 1700 ne richiedeva enormi quantità; infatti, venivano applicati anche nell’abbigliamento maschile. Alla fine del 1500, la moglie del Doge Mariano Grimani, “Morosina Morosini Grimani” fondò una scuola per merlettaie alla Giudecca.

Storia del Merletto di Burano. Con la caduta della Serenissima, il merletto entrò in crisi. Da quel momento venne poco impiegato e altri centri di produzione si  svilupparono in Europa. Si attraversa un periodo di crisi che durerà quasi un secolo fino a quando, nel 1872, per volontà del Deputato Polo Fambri e della Contessa Adriana Marcello, nasce la Scuola dei Merletti di Burano. Nello stesso anno nasce anche il marchio Merletto di Burano. Nel 1981 presso tale scuola apre il Museo del Merletto dove sono custoditi importanti disegni e documenti, oltre a un centinaio di importanti produzioni che vanno dal XVI° al XX° sec. Dal 1995, con l’inclusione del museo nei Musei Civici Veneziani, è possibile osservare direttamente le tecniche di lavorazione delle merlettaie.

Tecniche di lavorazione

Le tecniche del merletto veneziano sono due: la tecnica ad ago e la tecnica a fuselli.

La tecnica ad ago che si sviluppò nell’isola di Burano, oramai è poco praticata. Essa viene eseguita con un filo sottilissimo di cotone o di seta senza alcun supporto tessile (per questo è detto anche ad aria). Con questa tecnica si esprimeva totalmente la fantasia della merlettaia che riusciva a realizzare forme geometriche come: fiori ed animali.

La seconda tecnica, detta fuselli, veniva praticata a Venezia città, Chioggia e Pellestrina. E’ una tecnica molto più veloce e, quindi, meno costosa. Questa lavorazione si esegue con un disegno fissato sul tombolo, il lavoro viene eseguito tramite un intreccio di fili i quali si svolgono da piccoli rocchetti di legno detti, appunto, fuselli, che vengono adoperati a due a due. Il numero di fuselli utilizzati poteva superare il numero di mille.