Prosecco Valdobbiadene

Distretto DOC di Treviso

La produzione del vino prosecco Valdobbiadene e Conegliano avviene esclusivamente nella Provincia di Treviso tra le città di: Conegliano, Valdobbiadene e Vittorio Veneto e nella zona del Montello e dei Colli di Asolo. Il distretto DOC include i Comuni di: Conegliano, Susegana, San Vendemmiano, Colle Umberto, Vittorio Veneto, Cison di Valmarino, San Pietro di Feletto, Refrontolo, Pieve di Soligo, Farra di Soligo, Col San Martino, Vidor, Miane, Tarzo e Valdobbiadene.

Prosecco Valdobbiadene: I vitigni

Il vitigno (particolare varietà di vite) si può distinguere per le differenti forme e colori dei chicchi d’uva, dal grappolo e dalle foglie oltre che per le differenti fasi di maturazione, ma in particolar modo per le diverse caratteristiche organoelettiche dei vini che si ottengono. Per distinguere un certo vitigno, è indispensabile una minuziosa e dettagliata visione della forma delle foglie e dei frutti questi conosciuti anche con il nome di “grappoli”.

Il prosecco è un vitigno a bacca bianca coltivato ad una altitudine fra i 50/500 metri sul livello del mare, il quale nome discende dall’omonima frazione della città di Trieste. Dal vitigno, vengono ricavati i vini bianchi per la maggior parte spumante o frizzante con il loro particolare gusto leggermente amaro. Le tipologie del prosecco sono: Tranquillo, Frizzante e Spumante. Uno dei più conosciuti ed usati metodi di spumantizzazione è il metodo Martinotti detto “charmat” il quale consente l’ottenimento di vini dolci aventi caratteristiche fruttate per mezzo di contenitori a tenuta stagna e da cui si ottengono le versioni: Brut, Dry ed Extra Dry a seconda della concentrazione di zucchero residuo dopo la fermentazione nell’autoclave.

Il moscato invece, è un vitigno a foglia media a forma pentagonale. Il suo grappolo è di medie dimensioni, cilindrico-piramidale. L’acino è medio avente una forma sferica con buccia sottile di colore giallo-verde. Oltre al Veneto, diverse sono le Regioni d’Italia dove il moscato viene prodotto, tra cui il Piemonte nella Provincia di Asti dove viene prodotto il famosissimo “Moscato d’Asti”. Il prosecco tranquillo è la tipologia meno conosciuta, ottenuta da uve prodotte in vigneti fitti, con una maturazione più lunga.

La vinificazione prevede una breve macerazione sulle bucce, che conferisce più aroma e struttura ai vini. Dal colore giallo paglierino delicato, è caratterizzato da profumo di mela, pera, mandorla e miele millefiori. Il prosecco tranquillo presenta un retrogusto amarognolo. Si abbina perfettamente ad antipasti di terra/mare, bocconcini marinati, antipasti di pesce, minestre in brodo e carni bianche.

Il frizzante è la tipologia più facile ed immediata. E’ una versione antica ed il prosecco DOC è come si produceva una volta. Viene a volte rifermentato in bottiglia e prende quindi il nome di “sur lie”. Il prosecco DOC frizzante presenta i profumi varietali dell’uva e aromi floreali e fruttati come mela acerba e limone. Ideale a pasto e fuori pasto e va servito ad una temperatura di 8-10° C. La versione extra dry è il prosecco classico, il cui residuo di zuccheri arriva fino ai 20 g/l e presenta un’aromaticità fresca, con netti richiami alla frutta come mela, pera ed agrumi.

Al palato, si presenta morbido e asciutto. Ideale come aperitivo, si sposa perfettamente a minestre di legumi, frutti di mare e primi piatti con sughi delicati, ma anche a formaggi freschi, carni bianche e pesce di lago. Va servito ad una temperatura di 8-10 °C. Il brut, invece, è la tipologia più moderna, con note agrumate e vegetali avente un leggero sentore di crosta di pane data dai lieviti. Ada tto ad antipasti di pesce e verdure, verdure pastellate, primi piatti con frutti di mare e secondi di pesce e va servito ad una temperatura di 7/9 °C.